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Osteoporosi

Malattia sistemica dello scheletro, l’osteoporosi consiste in una graduale riduzione della massa ossea che causa, come conseguenza diretta, un aumentato rischio di fratture a carico delle ossa e, come conseguenza indiretta, una riduzione della qualità della vita.

L'osteoporosi aumenta il rischio di frattura Nella maggioranza dei casi l’osteoporosi non si determina sulla base di cause specifiche  e viene per questo definita come Osteoporosi Primaria (o Osteoporosi Primitiva).

In altri casi, invece, la patologia può essere la conseguenza di altre condizioni a carico di organi ed apparati (ad esempio affezioni delle ghiandole endocrine, dell’apparato digerente etc.) e per questo essere definita come Osteoporosi Secondaria.

Osteoporosi e Cause di natura primaria e secondaria

La malattia sistemica dello scheletro può colpire ad ogni età, nonostante l’incidenza maggiore si verifichi in età matura e si accentui ulteriormente con l’anzianità. Per comprendere meglio l’evoluzione dell’osteoporosi e le sue cause, è bene fare una distinzione tra le due forme della patologia: Primaria e Secondaria.



Osteoporosi Primaria o Primitiva

La condizione di natura primitiva è classificata  a sua volta in due tipologie: Tipo 1 e Tipo 2. L’osteoporosi primaria di tipo 1 è associata ad una riduzione di estrogeni che generalmente si verifica nel periodo postmenopausale, mentre, l’osteoporosi primaria di tipo 2 è puramente senile, quindi tende a colpire dopo i 70 anni di età.

Osteoporosi Secondaria

La condizione di natura secondaria è conseguenza di altre malattie ma può essere anche di natura iatrogena, ovvero essere causata dall’assunzione cronica di alcuni farmaci (corticosteroidi, immunosoppressori, ormoni tiroidei, anticonvulsivanti, chemioterapici).

Le principali condizioni cliniche che possono determinare l’osteoporosi sono le malattie endocrine e metaboliche, l’ipogonadismo, le malattie croniche come l’insufficienza renale, la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l’insufficienza cardiaca cronica congestizia, le malattie infiammatorie croniche, alcune malattie gastrointestinali e le malattie neoplastiche.

Robustezza ossea e Rischio di Fratture

Con l’osteoporosi si verifica una compromissione della robustezza osseaLa robustezza e la resistenza dell’osso ai traumi è data dalla densità e dalla flessibilità, 2 fattori che si determinano grazie alla combinazione di importanti componenti quali il fosfato di calcio (componente minerale che conferisce densità e durezza) ed il collagene (componente che conferisce flessibilità e permette all’osso di resistere agli stress).

La quantità di minerali, come calcio e fosforo presenti nelle ossa dello scheletro determina la cosiddetta massa ossea: più la massa ossea è alta (picco di massa ossea) e più l’osso è robusto, mentre più la massa ossea è bassa e più l’osso è fragile e a rischio di fratture.

Mantenere una buona robustezza ossea è importante per ridurre il rischio di osteoporosi, così come effettuare controlli periodici sulla massa ossea (mineralometria ossea computerizzata – MOC) aiuta a valutare lo stato della patologia e a programmare  eventuali interventi terapici volti a ridurre il rischio di fratture.

Osteoporosi: i sintomi da non sottovalutare

Con l’osteoporosi i sintomi non sono sempre evidenti, tanto che la condizione viene definita come una “malattia silente”, almeno nelle prime fasi. A patologia conclamata però, ovvero quando l’indebolimento delle ossa è oramai avanzato, i segnali sono identificabili in:

  • Mal di schiena persistente
  • Graduale riduzione della statura
  • Postura curvata
  • Fragilità ossea e dolore
  • Fratture

L’APPROFONDIMENTO DEI FARMACISTI DOCBROS

L’osteoporosi è inevitabilmente associata ad un aumentato rischio di fratture. Forse non sapevi che le più frequenti sono quelle a carico del polso, delle vertebre e del femore. Per questo, in caso di dolori o li dove sia necessario proteggere ossa ed articolazioni, sarebbe opportuno l’impiego di articoli di supporto e/o riabilitativi.

Prevenzione dell’Osteoporosi

L’osteoporosi non è una condizione che si verifica necessariamente con l’avanzare dell’età. Non a caso studi scientifici dimostrano che gli individui che durante l’infanzia o l’età adolescenziale non raggiungono un adeguato picco di massa ossea possono sviluppare l’osteoporosi indipendentemente dal fattore senile. In un quadro più generale, è quindi importante non solo prevenire la perdita di massa ossea in età adulta ma anche e soprattutto favorire la crescita ottimale della massa ossea in età giovanile.

Questo significa che per prevenire l’osteoporosi è indispensabile ottimizzare la salute delle ossa attraverso “buone norme” da applicare durante tutto l’arco della propria vita. Vediamole insieme:

  • Praticare attività fisica
  • Seguire una dieta che dia il giusto apporto di Calcio, Fosforo e Vitamina D
  • Eliminare i fattori di rischio “modificabili” come fumo, alcol e rischi ambientali.

N.B.

L’impiego di farmaci come forma di prevenzione dell’osteoporosi non appare giustificato a meno che il rischio di fratture ossee non appaia rilevante già a partire dai 10 anni di età.

L’uso di integratori specifici è invece considerato un valido aiuto non solo per ridurre il rischio di fratture ma anche per mantenere ottimale il picco di massa ossea.

Fonti:

AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), Fondazione per l’Osteoporosi Onlus, Ministero della Salute , Siommms


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