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Reflusso Gastroesofageo

Nei paesi industrializzati il reflusso gastroesofageo è tra i disturbi più frequenti, tanto da colpire 1 individuo su 5. Ma di cosa si tratta nello specifico? La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione cronica a carico dell’apparato digerente causata dalla risalita del contenuto gastrico nell’esofago.

Nello specifico, la risalita dei succhi gastrici e del cibo è dovuta ad una malocclusione della valvola (sfintere) che separa stomaco ed esofago. Ecco perché nella maggior parte dei casi il bruciore di stomaco e le sintomatologie connesse si verificano subito dopo il completamento del pasto.

Oltre alle cause di natura anatomica, per la comparsa del disturbo gastroesofageo  esistono anche altri fattori già noti per essere responsabili di una cattiva digestione. Tra questi ritroviamo: trattamenti farmacologici o ormonali, fumo, obesità, ernia iatale e alcune malattie autoimmuni come il Morbo di Chron.

Anche la gravidanza può scaturire il disturbo da reflusso. Specie nei primi mesi di gravidanza, nella donna, si verifica un sensibile aumento dell’ormone progesterone che interviene rilassando la valvola che separa esofago e stomaco. Anche gli ultimi mesi prima del parto possono predisporre a soffrire di reflusso gastroesofageo, questo perchè il volume dell’utero aumenta spingendo in alto lo stomaco.

Reflusso Gastroesofageo tra sintomi e segnali

La presenza di forte bruciore dietro lo sterno (pirosi retrosternale) e vicino la bocca dello stomaco, il rigurgito di cibo acido e/o il vomito sono i sintomi più lampanti di reflusso gastroesofageo. Tali sintomi tipici si possono manifestare in modo continuativo durante l’arco della giornata oppure ad intermittenza e in momenti e situazioni specifiche: ad esempio durante la notte, quando si assume una posizione orizzontale o quando ci si piega con il corpo in avanti.

Cause sintomi e rimedi per il reflusso gastroesofageo

Esistono poi dei segnali atipici che dovrebbero portare ad indagare ulteriormente sulla propria condizione al fine di sfatare la possibilità di soffrire della malattia da reflusso gastroesofageo. Tra questi rientrano:

  • Dolore toracico
  • Singhiozzo  frequente
  • Difficoltà di deglutizione
  • Difficoltà a prendere sonno / insonnia
  • Continua sensazione di “nodo alla gola”
  • Asma, laringite, raucedine o abbassamento del tono di voce

Indicazioni e Trattamento del Reflusso Gastroesofageo

Al fine di ridurre la sintomatologia legata al reflusso o per prevenirne la comparsa è bene evitare tutti quei fattori responsabili di cattiva digestione (fumo, alcol, alimentazione scorretta etc.).

L’APPROFONDIMENTO DEI FARMACISTI DOCBROS

Nei soggetti affetti da reflusso gastroesofageo l’alimentazione e la postura ricoprono un ruolo fondamentale. Per ciò che concerne la dieta, sono da evitare gli alimenti “reflussogeni” come cioccolata, caffè, agrumi e fritture. Da evitare anche il chewing gum perché una masticazione ripetuta favorisce l’ingresso di aria. In merito alla postura, esistono alcune condizioni (cifosi, scoliosi etc.) che inibiscono il corretto movimento del diaframma. Per questo praticare ginnastica posturale potrebbe essere di grande aiuto nella gestione dei sintomi.

Nel caso in cui i disturbi da reflusso dovessero continuare nonostante i dovuti accorgimenti, è necessario valutare con il proprio medico un trattamento mirato. Per la cura del reflusso gastroesofageo è possibile ricorrere a:

ANTIACIDI

Di rapida azione gli antiacidi non curano la patologia ma ne limitano i sintomi neutralizzando l’acidità all’interno dello stomaco. Si consiglia di fare sempre riferimento al proprio medico durante il trattamento poiché, se assunti per molto tempo, gli antiacidi possono causare stipsi e diarrea.

Valida soluzione contro acidità e reflusso è costituita dai prodotti a base di complessi molecolari vegetali e minerali,  che agiscono mediante un’azione protettiva e lenitiva della mucosa gastro-esofagea e possono essere impiegati anche in gravidanza ed allattamento.

H2 ANTAGONISTI

Famotidina e Ranitidina sono tra gli antagonisti dei recettori H2 che riducono la produzione di acido ed il loro effetto dura più a lungo rispetto a quello degli antiacidi. Anche in questo caso è opportuno il consulto medico poiché dopo un certo lasso di tempo, la loro azione sembra essere meno efficace.

INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA

A differenza degli H2 Antagonisti, gli inibitori della pompa protonica bloccano la produzione di acido. Nonostante serva più tempo affinché facciano effetto (circa 48 ore), questi trattamenti sono molto più efficaci non solo sulla sintomatologia ma anche sul ripristino delle erosioni esofagee.

FARMACI PROCINETICI

Sono impiegati per migliorare le funzioni di esofago e stomaco ed impedire che si verifichi il reflusso di cibo in conseguenza dei pasti. Molto più potenti rispetto ai farmaci sopracitati, i procinetici non sono privi di controindicazioni: tremori, aumento di prolattina e disturbi di tipo neurologico sono solo alcuni degli effetti collaterali ad essi associati.

CHIRURGIA

Intesa come trattamento del reflusso gastroesofageo, la chirurgia è invece una soluzione di tipo estremo che il medico prende in considerazione solo nel caso in cui vi sia una cattiva risposta al trattamento farmacologico in concomitanza di altre problematiche come l’ernia iatale di grandi dimensioni.

Fonti:

Humnitas, Ospedale Bambino Gesù, ScienceDirect


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