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Tumore alla Prostata

Il tumore prostatico è uno dei mali più diffusi tra gli individui di sesso maschile. Secondo le stime relative al 2015, il cancro della prostata rappresenta circa il 15% delle neoplasie diagnosticate nell’uomo. Non a caso in Europa vengono mediamente registrati oltre 2,6 milioni di neoplasie prostatiche mentre nella sola Italia si registrano più di 36.000 nuovi casi annui e circa 7.500 decessi.

Alla luce di questi dati, cerchiamo di capire insieme cos’è il tumore alla prostata e quali sintomi e segnali vanno presi in considerazione per il trattamento della condizione neoplastica.

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Cos’è il tumore alla prostata?

La prostata è una ghiandola dell’apparato riproduttore maschile posizionata di fronte al retto, la cui principale funzione è la produzione del fluido che caratterizza il liquido seminale contenuto nello sperma.

Il tumore prostatico, il più delle volte asintomatico nelle sue fasi iniziali, è determinato dalla formazione incontrollata di cellule maligne all’interno della ghiandola maschile.

tumore alla prostata

Le cause precise del tumore della prostata sono tutt’oggi ancora sconosciute ma la continua ricerca ha evidenziato come principali fattori di rischio la familiarità e l’età.  Va poi considerato che le probabilità di sviluppare la malattia aumentano a causa di obesità, incremento dei livelli ormonali, esposizione ad inquinanti ambientali, vizio del fumo e abitudini alimentari scorrette. Il consiglio è quindi quello di condurre il più possibile uno stile di vita sano ed effettuare controlli periodici a partire dai 45 anni di età.

Tumore della prostata tra sintomi e segnali

Nella maggior parte dei casi il tumore alla prostata non dà segni nelle fasi iniziali, ecco perché è considerato un male subdolo e pericoloso, capace di progredire senza che vi sia un malessere ben preciso.

Tuttavia, anche se tendenzialmente asintomatico, per il tumore prostatico esistono alcuni campanelli d’allarme che devono indurre ad un controllo o comunque ad un approfondimento con il proprio medico di fiducia. Tra questi ricordiamo:

  1. Difficoltà di minzione.
  2. Dolore durante la minzione.
  3. Aumentata frequenza della minzione.
  4. Sensazione di non riuscire a urinare in modo completo.
  5. Senso di peso nella zona retto-vescicale.
  6. Presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale.

Spesso a uno o a più di uno di questi disturbi si associa un persistente dolore osseo ed una graduale difficoltà di erezione che in alcuni casi porta allo sviluppo di una vera e propria condizione di impotenza.

La diagnosi del tumore prostatico

Esame per il tumore alla prostata Generalmente il tumore alla prostata si manifesta in età avanzata e lo stesso viene diagnosticato a seguito di una visita urologica ed esami specifici tra cui l’esplorazione rettale o il test del PSA, quest’ultimo volto a misurare l’antigene prostatico-specifico con un semplice prelievo di sangue.


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Grazie alla semplicità di esecuzione del test del PSA, oggi il numero di diagnosi è in continuo aumento e circa il 91% delle persone vive anche più 5 anni dalla prognosi. Per questo è corretto affermare che la tempestività della diagnosi è strettamente legata alle possibilità di sopravvivenza a medio e lungo termine del paziente.

I trattamenti per combattere il tumore alla prostata

Dopo aver accertato la presenza della massa tumorale con le dovute indagini, è possibile intraprendere diverse terapie per combattere la neoplasia. Solitamente gli approcci terapici più consoni sono stabiliti dallo specialista in base all’entità del tumore e alle condizioni fisiche e di salute del paziente.

Quando il cancro alla prostata è circoscritto si può procedere o con la cosiddetta “sorveglianza attiva” (per cui non si procede con alcuna terapia sino alla comparsa dei primi sintomi) che è generalmente è indicata nei soggetti anziani o con patologie gravi, oppure con la chirurgia radicale che prevede la rimozione dell’intera ghiandola e dei linfonodi interessati dalle cellule tumorali.

Se invece la neoplasia è già in uno stadio avanzato o ha prodotto metastasi è necessario integrare dei trattamenti come radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia o brachiterapia che consiste nell’introduzione di sostanze radioattive direttamente all’interno del tumore o nelle sue immediate vicinanze.

Ogni terapia sopracitata (ad esclusione della sorveglianza attiva) apporta benefici ma può anche provocare effetti collaterali tra cui i più frequenti sono:

  • Senso di stanchezza
  • Disfunzione sessuale
  • Problemi di minzione
  • Alterazione dello stato emotivo

Anche in questo caso come per l’efficacia delle terapie sopra descritte, gli studi hanno fatto passi da gigante, rintracciando delle valide soluzioni volte a limitare gli effetti delle terapie in caso di cancro alla prostata.

Fonti:

Fondazione pro onlus

Airc

Aimac